domenica 27 settembre 2009

Il bimbo Mourinho

Ora abbiamo le prove: Mourinho è un bambino di 8 anni. I fanciulli di questa età hanno la caretteristica intrinseca di non saper perdere. Si gioca a nascondino? Non devono essere mai visti, anche se sono quelli che contano. Si gioca a calcio? Devono far parte della squadra migliore e se perdono mandano la partita 'a monte', portandosi via la palla.

Ecco ieri sera, siamo andati molto vicini ad una scena del genere, dopo la sconfitta dell'Inter a Marassi.

Si perchè Josè, al triplice fischio, ha cercato quella palla e ha urlato: "Non vale, chi fa il prossimo vince". Ma la sua voce si è persa nella bolgia dei cori blucerchiati.

Purtroppo, l'episodio di bassezza morale doveva ancora arrivare. Negli spogliatoi, durante le interviste di rito, il mio collega, presente nella calotta cranica del Mister nerazzuro, è andato in blackout.

Sono partiti insulti gratuiti e disconnessi rivolti a Del Neri, tecnico della Samp, manco fosse il suo peggior nemico. I toni della  voce e l'espressione del volto, facevano capire la sua fragilità del momento: il bambino viziato con la macchinina più prestante era stato battuto dall'utilitaria di un bambino baffuto e grassottello (Del Neri me lo perdonerà).

Certo che la mente umana è proprio strana! Il grado di sicurezza e autostima apparente di una persona, nei momenti favorevoli, è direttamente proporzionale al tonfo emotivo che avrà nelle situazioni diffcili.

Tra silenzi e sproloqui, speriamo che il bimbo Josè raggiunga presto la pubertà: altrimenti i bambini 'veri' potrebbero sentirsi autorizzati a chiedere ai propri papà, la stessa paghetta che riceve Mourinho!

2 commenti:

  1. ...e non tutti i papà sono come il Muràtt! ^^

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  2. falcoincantato9 ottobre 2009 19:15

    non seguo molto il calcio ma ci ho goduto lo stesso, credo, per lo stesso motivo per il quale se vedo una persona cadere per strada rido come un pazzo.......hai ragione, l'uomo e' strano.......

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