venerdì 9 ottobre 2009

Le responsabilità rendono l’uomo instabile

Volenti o nolenti, arrivano momenti, nel ∆t della vita, in cui bisogna farsi carico di determinate responsabilità. Questo evento, nel bene o nel male, va ad intaccare l’attività cerebrale umana.

E’ limitativo ridurre la casistica al campo del lavoro, però mi è utile per rendere l’idea.

Di seguito riporterò atteggiamenti comportamentali di un soggetto, gravato di numerose responsabilità lavorative.

 

Ore 9:00, al bar.

 

Barista: Dottore, glielo macchio questo caffè?

Dottore (sovrappensiero) : Pretendo la relazione, entro sera, devo fatturare a fine meseeeee!!!

Barista: Lo prendo per un no.

Dottore: Bene.

Autostima: +3

 

Ore 10:30, riunione col cliente.

 

Cliente: Dottore, tutto bene? La sua fronte si sta ‘perlando’.

Dottore: Bene, grazie. Il bagno più vicino?

 

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La psicosomatica va ad agire sempre sull’intestino (caffè + tensione = cagotto).

Mai chiedere al cliente il bagno più vicino, te ne indicherà uno troppo vicino.

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Appena seduto in bagno a espletare le pratiche, il telefono del Dottore fa il polling automatico al server e inizia a scaricare 35 mail, con suoni vari.

Il Cliente chiama gli artificieri, pensando al peggio. L’affare salta.

Autostima: +2

 

Ore 14, in ufficio.

 

Il Dottore rientra in ufficio per sbrigare la burocrazia telematica. Dopo trenta minuti ha risposto a 3 mail su 82. Appaiono i primi segni di herpes simplex sul labbro superiore.

Alle 16, il Dottore riceve la cazziata dal Dottore Capo per l’affare saltato. La palpebra sinistra inizia a sbattere in modo incontrollato.

Autostima: +1

 

Ore 18, in macchina.

 

Il Dottore riceve la chiamata del Cliente mattutino, che sotto mossa di ricucitura del Dottore Capo, fissa un secondo incontro.

Autostima: +4

 

 

Conclusione:

Fermo restando che bisogna sostenere le proprie responsabilità, si può tradurre il tutto in una questione di numeri. Il ‘circuito della ricompensa’ (sistema virtuale attraverso cui il soggetto si auto-premia o si auto-bastona) di ogni essere umano deve chiudere la giornata in attivo. Basterà attribuire un coefficiente +3 per ogni azione positiva e un coefficiente -1 per ciascuna negativa, così da rendere più difficoltosa la chiusura in negativo.

Ci sono cervelli che hanno la capacità di alimentare positivamente il proprio circuito, anche con azioni negative. Il massimo rappresentante di questa categoria, attualmente, sta riprendendo in mano le carte dei suoi processi.

 

NB: Leggere questo post tre volte al giorno dopo i pasti, per un mese circa. In seguito ridurre le dosi non drasticamente.

4 commenti:

  1. falcoincantato9 ottobre 2009 19:23

    ti ho linkato, a presto

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  2.  Ciao, mi chiamo Guido Mastrobuono e sono un cacciatore di articoli per un concorso che si chiama “Concorso Permanente di Parole ed Immagini” e mette a confronto articoli che stimolino una discussione in ambito folisofico, sociale o politico (vedi l’indirizzo http://lavoristi.ning.com/profiles/blogs/concorso-permanente-di-parole).



    A mio avviso, questo articolo arricchirebbe il nostro concorso e volevo suggerirti di inserirlo.



    Il concorso, in realtà, è una scusa per convincere la gente a metterci a disposizione spunti per la discussione. Noi poi ne parliamo e ci creiamo un’idea nostra sui più svariati argomenti.

    Infatti, la concorrenza tra autori non è una cosa che ci appartiene: noi creiamo nella collaborazione. E dal confronto con gli altri, noi aumentiamo il nostro sapere.

    Comunque la pubblicazione offerta in premio ai vincenti è vera ed effettiva.



    Se lo vorrai, potrai tranquillamente inserire, al piede degli articoli un link al tuo blog cosa che lo renderà più noto e facilmente raggiungibile.



    Un saluto



    Guido Mastrobuono

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  3. @falco: la tua stima mi lusiga!



    @guido: ho visto ora il tuo messaggio (questi blog sono molto complicati da gestire).. contento di fornire spunti di riflessione (non eri sarcastico vero?), ti verrò a visitare prima del previsto.

    Grazie.

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