Nell'ultimo periodo la mia attenzione è ricaduta spesso sul fascino che l'essere maschile, alla soglia dell'andropausa, può suscitare in una donna. E così ti ritrovi al tavolo di un ristorante con a fianco queste coppiette surreali e inizi ad escludere le varie combinazioni: padre-figlia, vecchio-badante, Iacchetti-velina, Lele Mora-tronista di turno. Bisogna accettare la realtà del fascino della senilità e stare a guardare queste piacenti signorine che volgono le loro attenzioni ai loro partner che perdono bave mentre si sfamano. In cosa consiste questo fascino? Soldi, Saggezza, Maturità, Figure paterne mancanti, bah può essere. Alla fine si gioca sempre sulle debolezze altrui, per trarne un beneficio. Nell'attesa di diventare vecchio per sfruttare questa possibilità, un viaggio a Riga, dove la carta d'identità non conta, si può sempre fare.
venerdì 6 novembre 2009
sabato 24 ottobre 2009
Tom tom? No prostitute.
E’ una grande invenzione il navigatore satellitare, grandissima veramente. Peccato che, nei momenti di vero bisogno, non funziona mai.
Se lo setto per arrivare a Roma in autostrada, il navigatore è un fenomeno, mi indica tutte le direzioni in modo preciso e con una voce sensuale, anche se mi basterebbe guardare i cartelli, per arrivare a destinazione.
Nel momento in cui mi trovo in un posto dimenticato da Dio, di notte, in mezzo alla nebbia, affamato e stanco, non va.
Vuoi che i satelliti non siano raggiungibili (sempre là sono, non è che si nascondono dietro Plutone), vuoi che l’unica via che ti serve, non ci sia (anche perché ho fatto l’ultimo aggiornamento delle mappe, quando Antonio Conte non aveva ancora i capelli di Cesare Ragazzi), insomma niente da fare.
La prima azione da eseguire è quella di tirare fuori una cartina… e girarti una sigaretta per stemperare la tensione.
Poi ci si ricorda l’utilità della presenza degli altri esseri umani sulla Terra: sono dotati di parola e, chi più chi meno, di memoria topografica.
L’altro giorno mi trovavo nel casertano, in quel di Marcianise, era tardi, buio e dopo aver girato mezzora intorno ad una rotonda, in cerca dell’albergo, preso dalla nausea della forza centrifuga, ho accostato la macchina sul ciglio della strada per riordinare le idee.
Come detto era un luogo molto buio, illuminato solo da alcuni bidoni da cui uscivano fiamme, ma non collegavo il motivo di ciò.
Mentre smanetto sul navigatore per trovare una via di fuga, mi sento bussare al finestrino e vedo una signorina distinta (avrà avuto 87 anni e aveva la faccia di Muntari) che mi fa alcuni gesti inequivocabili. Tiro giù il finestrino:
- Scinquanta euri l’ammmmmore bello.
- …. L’hotel?
- In hotel sono 70 euri bello?
- Apprezzo il suo animo commerciale, ma ho smesso. Sa indicarmi la direzione giusta per l’hotel?
- Gira la tua testa a destra bello e c’è il cancello dell’entrata bello.
- Ah. Buon lavoro.
Quando la tecnologia viene a mancare, ricordiamoci che l’essere umano (anche se ha il viso di Muntari e ti chiede soldi per prestazioni sessuali) è pronto ad aiutarti.
venerdì 16 ottobre 2009
Questione di Pattern
Ho compreso che scrivere l’intreccio di un telefilm di successo è una cavolata.
Infatti l’intreccio non esiste. E’ solo questione di trovare un pattern (modello, schema fisso), intorno al quale far girare un generatore random di stereotipi.
Prendiamo la serie House MD; il pattern, di ogni singola puntata, è cronologicamente composto:
Qualcuno sviene, perdendo liquidi corporei da qualche orifizio.
Ricovero nell’ospedale del Dottor House, anche se lo svenimento è avvenuto in Nepal.
Impasticcamento del Dottor House.
Elaborazione ipotesi malattia, senza escludere mai il ‘Lupus’ .
Perquisizione dell’abitazione del paziente, manco fosse CSI
Svolgimento di esami clinici, che peggiorano sempre lo stato del paziente.
Impasticcamento del Dottor House
Soluzione del caso con una diagnosi che va a coinvolgere l’unico organo non preso in considerazione, fino ad allora.
Ora basta aggiungere un contorno casuale a questi punti fissi.
Per esempio, la perdita di coscienza di un tronista della De Filippi mentre prova a mettere un complemento oggetto nelle sue affermazioni.
Ed ecco che, in pochi minuti, si è costruita una puntata di un serial Tv.
lunedì 12 ottobre 2009
Do ut des
venerdì 9 ottobre 2009
Le responsabilità rendono l’uomo instabile
martedì 6 ottobre 2009
Il post su Berlusconi
Girovagando per vari blog, ho notato che, nella maggior parte di essi, non manca un post su Berlusconi. Una mia particolare statistica dimostra che, l'interesse veritiero sulle faccende del Premier si avvicini asintotticamente allo zero. Quindi cosa spinge il blogger medio a trattare l'argomento?
a) La rabbia indotta.
Es: ricevo la cazziata dal mio capo, non posso prendere a badilate il cliente, scrivo un post pieno di odio su Berlusconi.
b) Il moralismo fine a se stesso.
Es: sei conscio di vivere secondo le regole della società e te la prendi sempre in quel posto, ma non sei capace ad iniziare a fregare il prossimo. Associ al sentimento di frustrazione, il viso di Silvio e scrivi un post.
c) La desolazione.
Es: I visitatori del mio blog aumentano solo perchè faccio il refresh della pagina. So che l'argomento Berlusconi coinvolge i casi a) e b), quindi potenziali visitatori.
d) Disprezzo e basta.
Es: Lo odi e basta.
domenica 4 ottobre 2009
Core de sta cittàààà
Al di là di tutto, mi è bastata una passeggiata verso l'imbrunire, lungo il Tevere, nei pressi di Castel S.Angelo, per ricevere una cospicua dose di serotinina, alquanto rara e per questo gradita.
Questa atmosfera incantevole mi fece dimenticare ben presto un episodio negativo : rimbalzato all'entrata di S.Pietro.
Avete capito bene, non ho scritto Baia Imperiale nè Billionaire, ma S.Pietro.
Stranamente ero anche vestito bene: indossavo una giacca color grigio fumo di Londra, che mi dava molta importanza, almeno mi piaceva crederlo. Mi sono presentato alla perquisizione (si per dire una preghiera a S.Pietro ti devono ravanare nelle tasche) e dopo una mezzoretta di 'togli-metti' per non fare suonare il metal detector, sono passato al livello successivo: 2 km di percorso forzato da transenne, più contorto del circuito cittadino di Valencia (i miei rispetti a Luca Badoer, ndR). Arrivo così all'entrata principale, affaticato, verso le 18:55 (prima ho lavorato, mica vado a Roma a divertitmi eh) e vengo gentilmente invitato a proseguire verso l'uscita, in quanto la basilica stava chiudendo.
L'evento ha fatto collassare alcune delle mie sinapsi, poco male ne ho altre.
Un'altra cosa che ho notato con piacere è la gente: togliendo i turisti, i preti, le suore, i cani, i gatti e i taxi, a Roma ci sono anche i romani.
Prima di adorarli, ho dovuto comprenderli e giustappunto un episodio è venuto in mio aiuto. Entro in un ristorante con piccolo dehor e inizia questa scena:
Cameriere: Dottò (per i romani, tutta la gente ha questo titolo, anche i bambini) preferisce dentro o fori?
Io: Dove c'è più fresco? (involonario assist perfetto)
Cameriere: Aspè che chiamo Regina Coeli (carcere di Roma, ndr)!
Io: ...
.....
.....
Io: Va bene dentro, grazie.
Durante tutta la cena, ho pensato a cosa avrei potuto rispondere, ma l'arte del 'perculamento' va servita calda e quindi la devo affinare. Avrò tempi e modi di farlo.